Il mercato delle criptovalute nel 2025 si riprenderà dagli ostacoli e dalle turbolenze del recente passato? Quali sono le previsioni sulle domande?
Tra gli ostacoli che le criptovalute hanno incontrato citiamo i fallimenti di exchange di alto profilo, le rapide oscillazioni dei prezzi, repentini abbandoni di progetti dopo la raccolta di asset (rug pull), incertezze normative e serie preoccupazioni sulla sostenibilità. Il 2025 sarà l’anno di una ripresa?

L’integrità delle piattaforme crittografiche è stata messa in dubbio da episodi come il crollo di FTX nel 2022 e varie implosioni di exchange. Turbolenze che hanno messo in discussione il mercato e spaventato i partecipanti al dettaglio e quelli istituzionali ma i Governi del mondo non fanno marcia indietro. Le criptovalute sono ancora viste in molti casi come motore di innovazione finanziaria. Ciò non toglie che si siano anche Governi che considerano il settore come un rischio talmente alto da pretendere una supervisione maggiore e una regolamentazione più severa.
L’amministrazione Trump negli Stati Uniti spinge gli investitori verso una posizione più cauta tramite tariffe rinnovate pur contemporaneamente incoraggiando l’innovazione delle criptovalute tanto da creare una task force dedicata e nominare un Crypto Czar – David Sacks – per guidare lo sviluppo delle politiche per l’Intelligenza Artificiale e le criptovalute. Compito di Sacks sarà anche quello di focalizzarsi sulla regolamentazione e il potenziamento dell’innovazione nel settore delle criptovalute.
Le previsioni sul mercato delle criptovalute nel 2025
Le turbolenze hanno portato una richiesta di maggiore trasparenza, di una governance più rigida e di una riforma normativa in diverse giurisdizioni. Questi ultimi anni hanno dimostrato come gli unici exchange a sopravvivere fino al 2025 siano stati quelli che hanno assunto impegni di conformità più sostanziali, audit di proof-of-reserve e requisiti di capitale più elevati riuscendo a creare un mercato più solido.

Ad oggi, però, gli approcci normativi alle criptovalute variano notevolmente in tutto il mondo. C’è la legislazione europea MiCA che propone una struttura chiara per le quotazioni delle stablecoin, dei depositari e dei token mentre Hong Kong e Singapore restando sempre in competizione per il titolo di capitale dell’Asia delle criptovalute continuano ad avere regimi di licenza che hanno l’obiettivo di legittimare le attività digitali evitando la messa in atto di schemi fraudolenti. Ora gli Stati Uniti con la nuova amministrazione Trump spingono verso politiche economiche American First con la reintroduzione di tariffe specifiche e, dunque, creando un ambiente di investimento più cauto. Per alcuni investitori questo porterà ad un rafforzamento della fiducia nelle criptovalute, per altri ad un indebolimento.