Con il calo dell’uso di carbone si preannuncia un futuro green per il mining di Bitcoin. La stima è del 70% di energie rinnovabili entro il 2030.
Il Bitcoin è una criptovaluta resiliente, capace di sopravvivere a contesti macroeconomici piuttosto complessi. Il funzionamento si basa su una rete decentralizzata con nodi a convalidare le transazioni tramite protocollo. Il mining richiede il consumo di energia.

Nel corso degli anni l’attività di mining di Bitcoin è cresciuta in modo esponenziale tanto da richiedere una quantità sempre maggiore di energia. Le polemiche non sono mancate con riferimento all’impatto ambientale e al costo per kWh dell’elettricità. Nei primi anni di vita della moneta virtuale, l’energia usata proveniva principalmente da fonti rinnovabili, carbone in primis. La ricerca di fonti a buon mercato ha portato a direzionare l’interesse verso soluzioni economiche più efficienti e abbondanti come la produzione di energia da fonte idroelettrica o geotermica.
Gli operatori di settore seguendo le logiche di mercato preferiscono posizionare le proprie mining farm in zone dove l’energia costa meno ed è facilmente accessibile. L’orientamento generale è verso l’ottimizzazione dei consumi energetici di un’industria che nel tempo ha richiesto notevole consumo di energia e contribuito alle emissioni di carbonio provocando il disappunto degli organismi internazionali che lottano contro il cambiamento climatico. Un rapporto pubblicato da MiCA Crypto Alliance e della società di analisi dati Nodiens prevede che entro il 2030 le energie rinnovabili alimenteranno il 70% delle operazioni di mining di Bitcoin.
Mining di Bitcoin ed energie rinnovabili
Nel citato rapporto si legge che i minatori si stanno allontanando dai combustibili fossili per cercare alternative più green e pulite come l’energia solare, eolica, idroelettrica. A conferma di questa tesi le percentuali di riferimento sull’uso di energia rinnovabile negli anni. Parliamo del 41% a fine 2024 contro il 20% del 2011. Soprattutto lo sfruttamento dell’energia solare ed eolica è cresciuto nel tempo (6,07% e 10,86% del consumo totale a fine 2024). Contemporaneamente abbiamo assistito ad una decrescita dell’energia basata sul carbone nell’attività di mining di Bitcoin (20% nel 2024 contro il 63% nel 2011).

Nei prossimi cinque anni la spinta verso le energie rinnovabili continuerà alimentata anche dagli incentivi economici, dai cambiamenti nelle tendenze energetiche e dalle politiche climatiche in evoluzione. Altri analisti confermano come il mining di Bitcoin contribuisca in modo positivo a contrastare il cambiamento climatico supportando gli obiettivi globali di energia pulita. Tra le società di mining che guidano la transazione green citiamo BTC Digital, uno dei primi a integrare l’energia pulita nelle operazioni. Interessanti anche i risultati dell’Etiopia e del Bhutan sull’utilizzo dell’elettricità in eccesso. Si parla di un guadagno di 1 miliardo di dollari per l’Etiopia dal mining di Bitcoin effettuato con l’elettricità in eccesso di un impianto idroelettrico.