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Il Mining Italiano Che Nasce Dall’Acqua

mining bitcoin

L’Italia fa parlare di sé grazie all’innovativo progetto di Francesco Buffa e Francesca Failoni, di 24 e 23 anni, che sfruttano le centrali idroelettriche italiane per produrre potenza di calcolo finalizzata al mining.

I due giovani hanno fondato Alps Blockchain, una società che in un anno è passata da 700mila a 17 mln di euro di fatturato. Attualmente contano su 20 centrali attive che arriveranno a 32 entro la fine del 2022.

L’idea di Buffa e Failoni, candidati per i migliori progetti sostenibili del mondo per i GreenAwards di Berlino 2022, è geniale.

Si tratta di utilizzare le vecchie centrali idroelettriche che spesso sopravvivono solo grazie agli incentivi statali.

Questa fase, in particolare, è particolarmente difficile perché il Governo ha imposto un prezzo massimo per l’energia.

Cosa fa Alps Blockchain? Francesca Failoni:

La centrale investe comprando i nostri impianti, noi realizziamo tutto, la trasformiamo in mining farm per estrarre potenza di calcolo, gestiamo l’intero processo di produzione 24 ore su 24 e infine riacquistiamo la potenza di calcolo generata, a prezzi di mercato, per venderla ad aziende in tutto il mondo che lavorano sulla tecnologia blockchain come, ad esempio, le mining pool che poi la usano per generare criptovalute”.

Con questo sistema le centrali guadagnano molto di più. Prossimi step dell’azienda: internazionalizzazione e apertura ad altre rinnovabili su cui stanno scadendo gli incentivi, come gli impianti a biomassa.

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