Dopo oltre un anno di attesa è possibile togliere Buoni Fruttiferi e Titoli di Stato dal calcolo ISEE presentando una nuova DSU ad aprile.
La Legge di Bilancio 2024 ha previsto la cancellazione degli strumenti di risparmio garantiti dallo Stato Italiano dal calcolo ISEE ma solo lo scorso 5 marzo 2025 la normativa è entrata in vigore. L’INPS ha subito comunicato di attendere per l’invio della DSU il mese di aprile. Ora, finalmente, ci siamo (o forse no?).
Se fosse un film sarebbe “La storia infinita” visto che a distanza di quindici mesi si attende ancora il via libera per togliere i Buoni Fruttiferi, i Titoli di Stato e altri strumenti di risparmio simili dalla Dichiarazione Sostitutiva Unica e, quindi, dall’ISEE. Questa novità di conteggio è importante per le famiglie italiane perché consente di abbassare il valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente per poter accedere ad un maggiore numero di Bonus e agevolazioni.
Chi si trova a cavallo di due fasce reddituali superando di poco il limite, eliminando Buoni e Titoli dalla DSU potrebbe passare alla fascia inferiore e rientrare in determinate misure. Tutto questo a condizione che il valore dell’investimento sia inferiore a 50 mila euro. L’INPS ha preso aprile come mese di riferimento per il nuovo invio della Dichiarazione ma il via libera quando arriverà?
La maggior parte delle famiglie ha calcolato l’ISEE a gennaio in modo tale da non perdere i Bonus attivi e da ottenerne di nuovi nonostante il valore più alto dovuto ai Buoni Fruttiferi e ai Titoli di Stato. Naturalmente tutti i contribuenti erano consapevoli del fatto che avrebbero dovuto inviare una nuova DSU non appena la normativa sulla cancellazione fosse entrata in vigore. Questo è successo il 5 marzo ma l’INPS ha frenato gli entusiasmi. Ci sarebbe voluto tempo per l’aggiornamento dei modelli DSU e, per questo motivo, l’attesa è stata prolungata fino ad aprile.
Ora si attende la comunicazione ufficiale da parte dell’INPS circa la possibilità di richiedere una nuova attestazione ISEE compilando la Dichiarazione Sostitutiva Unica che non tiene conto degli strumenti di risparmio. Da pochi giorni si è svolto il primo tavolo tecnico tra rappresentanti del Ministero, dell’INPS e della Consulta dei CAF che è servito per individuare le priorità è fissare un altro incontro.
L’obiettivo è preparare il nuovo modello in tempi brevi e comunque entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Dpcm. Siamo agli sgoccioli, dunque, e presto avremo delucidazioni. Nell’attesa ricordiamo che chi si è rivolto ai CAF per presentare la prima DSU dovrà pagare per la seconda richiesta. In alternativa può effettuare gratuitamente la procedura online in autonomia accedendo al portale dell’INPS.
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