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La Fornitura Di Ethereum Potrebbe Ridursi Col Passaggio Alla Proof of Stake

In questo momento ci sono in circolazione oltre 118 milioni di ETH. Anche se non c’è un limite alla capitalizzazione di questa valuta, pare che questo numero non sia destinato a crescere ancora.

Secondo la simulazione del tracker di Ethereum Ultrasound Money, dopo la transizione alla proof of stake, la fornitura di ETH è impostata in modo da decrescere ogni anno del 2%. Se il tasso attuale dovesse rimanere costante la blockchain dovrebbe iniziare il burning di più Ethereum di quanti ne produce ogni nuovo blocco.

All’inizio di agosto, gli sviluppatori di Ethereum hanno dato il via a uno dei principali aggiornamento della blockchain. Il London hard fork comprende EIP-1559, un potenziamento di Ethereum in grado di migliorare i problemi di congestione del network e ha annullato le commissioni sulle transazioni invece di assegnarle ai miner.

L’obiettivo è stato applicare una pressione deflazionistica su un asset che ha già del circolante sei volte maggiore di quello di Bitcoin. Obiettivo che è stato raggiunto secondo il sito di statistiche Watch the Burn, dove la riduzione di ETH è stata del 57% fino a oggi, cioè oltre 1,1 milioni di ETH distribuiti come premi ai miner, mentre quasi 630.000 sono stati bruciati.

Ma quando è iniziata la trasformazione verso Ethereum 2.0, la pressione deflazionistica, un rallentamento della crescita, dovrebbe trasformarsi in vera e propria deflazione, cioè una riduzione della quantità di circolante.

Oggi Ethereum si affida ai miner che validano e processano le transazioni, proprio come fa Bitcoin. Il metodo proof-of-work sarà presto rimpiazzato dalla proof of stake, cioè saranno gli stessi possessori di ETH a bloccarli nel network per renderlo sicuro.

In altri termini, dopo il passaggio alla proof of stake, saranno creati meno ETH per ogni nuovo blocco. Se l’uso, come unità di misura per il prezzo dell’energia, rimane stabile, ci saranno meno ETH già alla fine del prossimo anno.

Non è facile fare una stima esatta, come ha suggerito Tim Beiko, lo sviluppatore che coordina il lavoro su Ethereum, perché non sappiamo quante persone saranno disposte a fare staking dei propri token: “More people staking means more staking rewards”.

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