La volatilità dei mercati finanziari è elevata e bisogna gestirla con strategie adeguate tenendo conto del contesto in cui ci si muove.
Ad oggi le obbligazioni continuano a registrare buone performance riassumendo il ruolo tradizionale di contrasto al calo dei prezzi. Gli investitori sono attratti come dimostra l’aumento delle domande e questo trend probabilmente continuerà prestando attenzione ai futuri picchi nonché all’effetto corrosivo dell’inflazione.
All’interno di un ambiente volatile crescono le obbligazioni e diminuiscono le azioni. Il ritorno di Trump alla Casa Bianca ha scosso i mercati e i Paesi si stanno confrontando con posizioni politiche in rapido mutamento aspettando ulteriori restrizioni commerciali. Gli analisti collegano l’aumento delle barriere commerciali ad uno stop della crescita globale. Le previsioni parlano di un aumento del prezzo dei beni importati con conseguente riduzione del potere d’acquisto dei consumatori ed esplosione di un’incertezza che ostacolerà gli investimenti aziendali.
Non è sbagliato ipotizzare anche difficoltà per i mercati finanziari dato che le banche centrali incontreranno problemi nel sostenere l’economia a causa del rallentamento della crescita con contemporaneo aumento dei prezzi. Non è nemmeno assurdo pensare che nel lungo termine aumenteranno i rischi geopolitici a causa delle tensioni commerciali. Si prospetta, dunque, un futuro incerto con nuove soluzioni da trovare per ritornare ad un nuovo equilibrio economico globale. Nel frattempo gli investitori devono gestire la volatilità dei mercati finanziari.
Si punta sulle obbligazioni ma l’allerta deve essere sempre alta a causa della volatilità dei mercati finanziari. La strategia migliore è gestire la durata rimanendo sul medio termine dato che prevede la direzione dei rendimenti nel breve termine è complicato. Se i rendimenti scenderanno nei prossimi due o tre anni come previsto è possibile che le obbligazioni abbiano un aumento dei prezzi.
Un’altra strategia è pensare a livello globale senza guardare solo il proprio orticello in modo tale da approfittare dei vantaggi dati dalla diversificazione dei tassi d’interesse e dei cicli economici che diventano più forti. Bisogna anche concentrarsi sul credito di qualità avendo mostrato maggiore resilienza rispetto alle azioni. Più che sugli spread è consigliabile gettare lo sguardo sui rendimenti quando si ipotizza una prospettiva per i mercati del credito. Oggi i rendimenti tra asset sensibili al credito sono vicini ai massimi storici.
Tra le strategie da seguire segnaliamo l’adozione di una posizione equilibrata abbinando Titoli di Stato, altri asset sensibili ai tassi di interesse e asset di credito orientati alla crescita in un solo portafoglio che deve rimanere sempre dinamico. Infine, bisogna adottare approcci attivi sistematici a reddito fisso che dipendono da diversi driver di performance e proteggersi dall’inflazione aumentando le allocazioni in strategie che tengano conto dei possibili picchi futuri.
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