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Non Importa Quanto Scenda Il Prezzo, Microstrategy Non È Obbligata A Vendere I Suoi Bitcoin

In una recente intervista al programma di Natalie Brunell, Coin Stories, il CEO di MicroStrategy ha indicato che BTC è tra i pochi asset che risponde bene ai movimenti oscillatori del prezzo.

Da un anno circa MicroStrategy ha fatto il suo primo acquisto consistente di BTC per un valore di oltre 200 milioni di dollari. Nei successivi undici mesi, la società quotata sul listino del NASDAQ ha continuato ad acquistare e adesso possiede oltre 100.000 monete.

Inoltre Saylor è noto per essere uno tra i maggiori sostenitori della tendenza al rialzo per Bitcoin.

Durante l’intervista con Natalie Brunell si è espresso a proposito delle possibili conseguenze per lui e la sua compagnia se il prezzo di BTC non riuscirà a mantenersi al di sopra di una certa soglia o se addirittura dovesse scendere al di sotto del prezzo a cui è stato acquistato da MicroStrategy.

Anche di fronte a questo possibile scenario Saylor si è detto sicuro di non dover vendere, perché le oscillazioni fanno parte della stessa natura delle criptovalute.

Ha paragonato Bitcoin a invenzioni come il fuoco o l’elettricità, riflettendo sulla quantità di tempo necessaria perché queste tecnologie siano entrate nella vita di ogni giorno. Stima in altri 10 anni il tempo necessario perché Bitcoin si assesti: “I think information is spreading faster, but maybe it takes another decade”.

Saylor ritiene che siano “tens of thousands” le organizzazioni e gli sviluppatori al lavoro per sviluppare il network di Bitcoin, MicroStrategy inclusa, che faciliteranno l’adozione da parte di sempre più persone.

In questo modo la sua compagnia seguirà a tenere un atteggiamento favorevole verso BTC mentre diventerà un asset del valore di “$1 trillion, then $10 trillion, then $100 trillion”.

Il CEO di MicroStrategy sostiene che “there is a much bigger chance to become rich by buying bitcoin than buying gold”. Per creare ricchezza suggerisce di cercare “some big tech dominant digital network that everybody needs, nobody understands, and nobody can stop”.

Ha fatto l’esempio di Google, Amazon, Facebook e Apple, che hanno reso i loro creatori le persone più ricche del pianeta. Quello che conta di più, probabilmente, è che le persone che hanno acquistato le loro azioni in principio, non hanno poi venduto tutto per paura delle fasi di turbolenza.

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