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Quali Sono Gli Indicatori Usati Nell’Analisi Tecnica

Quali Sono Gli Indicatori Usati Nell’Analisi Tecnica

Il trading sembra un’attività abbastanza semplice: compri quando l’asset è in calo (si dice buy the dip) e poi vendi alto per ottenere un profitto. Ma le cose di solito non sono così facili come potrebbe sembrare. Quando c’è veramente un “calo”? Cosa significa in veramente “alto”?

Per rispondere a queste domande, ci affidiamo agli indicatori di trading, che ci aiutano a navigare in tutto questo campo per scoprire la migliore strategia possibile.

Si tratta di strumenti che possiamo utilizzare per farci un’idea sulla struttura del mercato e sulla proporzione tra domanda e offerta, ma tieni presente che nessuna analisi di questo tipo è sicura al 100%.

Molti trader utilizzano uno o due indicatori, altri non ne usano nessuno e si affidano solo alle candele per anticipare il modo in cui il mercato potrebbe cambiare.

In questo articolo esamineremo gli indicatori più comunemente usati, a cosa si riferiscono e come possiamo integrarli nella nostra strategia di trading.

L’indicatore forse più noto e probabilmente più facile da capire è la media mobile.

 

Media Mobile

Esistono tre tipi di media mobile: semplice, esponenziale e ponderata, ma oggi vediamo solo la prima, in inglese SMA o Simple Moving Average.

Questo indicatore è facile da calcolare in quanto rappresenta il prezzo medio di un asset, diciamo Bitcoin, in un determinato periodo di tempo. SMA 50, ad esempio, è il prezzo medio dei 50 giorni precedenti.

L’obiettivo della SMA è limitare la volatilità di un asset a un determinato periodo di tempo e aiutarci a identificare i trend. Il periodo di tempo varia in base alla strategia di trading che vuoi adottare. Se sei un investitore o un trader che guarda a intervalli di tempo più ampi, chiaramente ti concentrerai maggiormente su SMA più elevate e viceversa.

Le SMA sono considerate aree di resistenza e supporto dai trader. Inoltre, con l’aumentare dell’arco temporale, la pressione ad acquistare o a vendere aumenta.

 

RSI

Se la SMA ci aiuta a definire aree di supporto o resistenza, tendenze rialziste e ribassiste, l’indicatore RSI ci mostra quando un asset è sottovalutato o sopravvalutato rispetto a quale dovrebbe essere il suo prezzo corretto.

L’RSI è un indicatore introdotto nel trading oltre 40 anni fa, va da 0 e 100. In genere, se l’RSI supera 70, significa che l’asset è sopravvalutato e potrebbe quindi arrivare un pullback (ripiegamento, consolidamento).

Se scende al di sotto di 30, indica che l’asset è sottovalutato, quindi questo potrebbe effettivamente essere il momento di acquistare.

Questo indicatore è ancora più rilevante quando lo mettiamo in correlazione con le tendenze del mercato. In un trend rialzista, l’area 30 di solito segna un supporto e spesso va oltre 70, mentre in un trend ribassista, l’area 70 mostra il livello di resistenza e in molti casi scende al di sotto di 30.

Naturalmente, questi sono solo schemi per aiutarci ad avere un’idea di come funzionano gli indicatori, ma non rappresentano una regola generale per quanto riguarda il comportamento del mercato. Ci sono sempre diversi elementi che devono essere presi in considerazione come i volumi transazionali, il periodo di tempo a cui scegliamo di fare riferimento e così via.

MACD

Adesso entriamo in un’area di indicatori più complessa, a cominciare dal Moving Average Convergence/Divergence o MACD.

L’indicatore MACD utilizza due medie mobili esponenziali ma, a differenza della SMA che tiene conto di tutti i prezzi inclusi in un arco temporale, si concentra su quelle più recenti. Questo ci aiuta a definire in modo più accurato i trend bullish e bearish e a capire quando ne siamo fuori.

MACD misura la differenza tra la media mobile esponenziale più veloce e quella più lenta a 12 e 26 giorni, cioè EMA 12 e EMA 26, offrendo ai trader i segnali necessari per acquistare o vendere l’asset.

Questa è una spiegazione semplificata del MACD, che in realtà diventa molto più complicato e complesso di così.

 

Ritracciamento di Fibonacci

Un altro importante indicatore è il ritracciamento di Fibonacci che ha origini nella matematica; nel trading, il ritracciamento di Fibonacci è un metodo di analisi tecnica per determinare i livelli di supporto e resistenza.

Si tratta di valori derivanti dalla famosa serie del matematico italiano 1-1-2-3-5-8-13-21… in cui ogni numero, a cominciare dal terzo, è la somma dei due precedenti.

Questi rapporti forniscono livelli di prezzo verso cui i mercati tendono a ritracciare, prima che un trend continui nella direzione iniziale.

I livelli sono: 23,6%, 38,2%, 61,8% e 78,6%; una volta applicati a qualsiasi fascia di prezzo di un grafico, possono indicare un livello d’ingresso, una presa di profitto (take profit) o una chiusura (stop loss).

Come per gli altri indicatori, i livelli di ritracciamento di Fibonacci non offrono una certezza al 100% che quelle aree siano effettivamente il supporto e la resistenza, ma possono essere davvero utili se utilizzati nell’intera strategia di trading scelta.

Leonardo Fibonacci è stato un grandissimo matematico italiano, tra i più importanti di tutti i tempi.

 

Oscillatore stocastico

L’ultimo indicatore che consideriamo è l’oscillatore stocastico che confronta un determinato prezzo di chiusura di un asset con il suo prezzo in un intervallo di tempo.

Proprio come l’RSI, ha un range tra 0 e 100: anche qui l’obiettivo è segnalare le aree in cui un asset è considerato sopra o sottovalutato.

Quando l’indicatore supera il valore 80, l’asset è considerato sopravvalutato e potrebbe seguire un ritracciamento. Quando scende al di sotto di 20, l’asset è sottovalutato.

Ma non è detto che, una volta che l’indicatore raggiunge questi estremi, segua automaticamente un’inversione. La verità è che non potremo mai saperlo. Tuttavia, l’indicatore può aiutarci a sviluppare un’idea sulla direzione in cui sta andando un asset.

 

Conclusioni

Alla fine, questi indicatori non sono sufficienti, c’è bisogno anche di una buona strategia e disciplina per realizzare un profitto nel trading. L’analisi tecnica è complessa, ecco perché occorre informarsi costantemente da quante più fonti possibili.

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