Queste azioni potrebbero resistere alla tempesta innescata da Trump, lo dicono gli analisti

Trump ha scatenato una tempesta tariffaria, vediamo secondo gli analisti quali sono le azioni che hanno maggiore possibilità di resistere.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficializzato la guerra commerciale globale imponendo dazi reciproci del 10% da sabato 5 aprile 2025. La percentuale aumenterà dal 9 aprile a seconda delle nazioni, è fissata al 20% per l’Unione Europea.

Computer e smartphone in mano
Queste azioni potrebbero resistere alla tempesta innescata da Trump, lo dicono gli analisti (Cryptorobin.it)

Il Liberation Day, così è stata chiamata la giornata che ha dato inizio alla guerra commerciale a livello mondiale. Dal 5 aprile dazi reciproci al 10%, dal 9 aprile percentuali più alte in base al Paese, 20% dazi per l’UE e 46% (dazi più alti) al Vietnam. Colpite duramente anche la Thailandia con il 36%, Taiwan con il 32%, l’Indonesia con il 32%, la Svizzera con il 31%, il Giappone con il 24% e l’India con il 26%. Aliquote più basse al Regno Unito (10%). Duro anche l’attacco alla Cambogia con il 49%.

Sono stati confermati, poi, i dazi al 25% sulle auto straniere, sull’alluminio e l’acciaio – già entrati in vigore. Le conseguenze sono già in atto, i mercati crollano, il dollaro va in picchiata e l’oro ha raggiunto un nuovo record. E mentre l’amministrazione USA invita a non reagire per non incorrere in un’escalation, partono le critiche e le accuse a Trump. L’UE si dichiara pronta a reagire ma aperta ai negoziati, Cina e Giappone hanno criticato questa guerra commerciale e Giorgia Meloni definendo le tariffe “sbagliate” afferma di voler trovare un accordo con il Presidente USA.

La guerra commerciale è iniziata, quali azioni resisteranno?

Gli analisti strateghi di JP Morgan Private Bank e Morgan Stanley hanno individuato i mercati indiani come quelli dal posizionamento migliore rispetto alle controparti asiatiche. Saranno le azioni indiane, dunque, a riuscire probabilmente a resistere alla tempesta tariffaria di Donald Trump. I dazi applicati all’India, infatti, sono quasi la metà di quelli applicati alla Cina (34% + 20% già applicati) e a quelli del Vietnam.

Sfera del globo
La guerra commerciale è iniziata, quali azioni resisteranno? (Cryptorobin.it)

Per quanto riguarda la quota di esportazioni dall’India in direzione Stati Uniti si parla di una percentuale inferiore rispetto agli omologhi regionali con un 2% del PIL. Gli economisti, quindi, prevedono un impatto degli aumenti tariffari sulla crescita del PIL tra lo 0,3 e lo 0,5% ossia un percentuale molto bassa. Per queste considerazioni Alex Wolf, responsabile della strategia di investimento in Asia presso JP Morgan Private Bank ritiene l’India in una posizione più vantaggiosa rispetto le altre azioni asiatiche.

L’esposizione limitata al rischio tariffario, il rallentamento degli USA e le prospettive di ripresa economica rendono le azioni indiane più interessanti di quelle dei mercati emergenti. La Banca centrale indiana parla di un’accelerazione della crescita tra aprile e giugno con inflazione stabile al 4,2% nell’anno fiscale avviato il 1° aprile 2025.

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