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Tether, scontro col Wall Street Journal

  • Tether ha risposto alle affermazioni del Wall Street Journal secondo cui l’azienda non è stata sottoposta a revisione contabile.
  • L’azienda pubblica attestazioni regolari o istantanee delle sue riserve di stablecoin invece di audit approfonditi.
  • Tether insiste sul fatto che nessun’altra grande azienda di stablecoin è stata verificata, nonostante le affermazioni contrarie.
  • Tether afferma che intende eseguire un audit ma anche che le cose stanno procedendo lentamente.

Tether prepara (finalmente) un audit

In un articolo del 27 agosto del Wall Street Journal intitolato “Tether Says Audit Is Still Months Away as Crypto Market Falters” si fa notare l’importanza di un audit per società come Tether che infatti lo ha promesso dal 2017 ma non l’ha ancora eseguito.

Il CTO di Tether Paolo Ardoino non ha fornito una data precisa ma ha dichiarato che “le cose stanno andando più lentamente di quanto… vorremmo“.

Nel nostro articolo del 16 agosto Tether USDT, Aumenta la Trasparenza: Nuovo Revisore e Report Mensili avevamo spiegato che Tether per la prima volta si era affidata a una tra le più quotate società di auditing al mondo, BDO.

Precedentemente si affidava a una semisconosciuta azienda delle Cayman. Ma, secondo il WSJ, al posto di un audit completo, Tether ha pubblicato istantanee finanziarie – come fanno le altre stablecoin in verità – che sono state approvate da BDO Italia, ma tali istantanee non sono verifiche approfondite.

In linea con le affermazioni del Wall Street Journal, Tether ammette che l’industria delle risorse digitali non ha standard per la revisione e la contabilità. Dice che “accoglie con favore questi sviluppi”.

Tether ha contestato altre affermazioni e insinuazioni del Wall Street Journal, per esempio insistendo sul fatto che la società fa utili: “presumere che la nostra attività non sia redditizia è falso”. In generale, l’articolo del Wall Street Journal è stato visto come un momento che ha “danneggiato la reputazione” della società che emette USDT.

Il problema nasce dal fatto che Tether è un gigante del settore, è una stablecoin simile all’olio per il motore di un’automobile: buona parte delle transazioni che quotidianamente si svolgono in questo spazio sono garantite dalla promessa di Tether di poter scambiare in qualsiasi momento ogni token con 1 dollaro.

È questa promessa che molti scettici prendono di mira. Tether fa notare che ha riscattato con facilità ben 16 miliardi in pochissimo tempo qualche mese fa.

Tether non ha però risposto ad altre accuse del WSJ:

  1. Essere l’unica grande stablecoin ad avere token digitali nelle proprie riserve
  2. Il peg col dollaro è stato perso diverse volte, per esempio a maggio scorso quando USDT è scesa a $0,95.

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