Con ‘balene cripto’, o crypto whales, si fa riferimento ad entità, o singoli individui, che detengono criptovalute in quantità tali da andare a, potenzialmente, influenzare, il prezzo e la liquidità della criptovaluta stessa. Questo potenziale di andare ad influenzare il mercato fa si che le loro attività vengano monitorate con attenzione dalla comunità cripto. Non vi è una specifica soglia al di sopra della quale entra in gioco questa terminologia facendo riferimento in linea generale al possesso di ‘una grande quantità’ in virtù dell’offerta circolante di una criptovaluta.

Per fare un esempio, si considera una whale di Bitcoin un’entità che possiede più di 1000 BTC. La premessa è d’obbligo per comprendere meglio quanto accaduto nelle ultime settimane, quando una whale bitcoin si è ‘svegliata da un sonno’ di otto anni con un maxi spostamento di Bitcoin. Scopriamo che cosa è successo.
Bitcoin whale si sveglia da un letargo di otto anni: il maxi spostamento di BTC
L’operazione in questione è stata messa in atto il 22 marzo 2025 quando la whale Bitcoin si è svegliata da un lungo letargo, un periodo di inattività di ben otto anni, avviando un maxi spostamento di ben 3000 Bitcoin in una singola trandazione. In questo modo il suo stack Bitcoin è passato da un valore di 3 milioni di dollari all’inizio del 2017 ad una cifra superiore ai 250 milioni di dollari nel 2025.

Non è chiaro al momento quale sia il motivo dietro a questo trasferimento arrivato dopo quasi un decennio di silenzio. Ciò nonostante gli analisti hanno notato un dettaglio interessante: i fondi sono stati spostati ad un altro wallet anziché a un exchange; questo è molto importante perché potrebbe essere un’indicazione del fatto hce il detentore di tali Bitcoin potrebbe essere in procinto di ristrutturare piuttosto che prepararsi a vendere, o meglio a svendere. L’evento in questione inoltre va ad aggiungersi ad un vero e proprio schema di investitori divenuti attivi dopo un periodo di silenzio mentre Bitcoin veniva scambiato a valori prossimi ai massimi storici.
Chiaramente l’operazione ha attirato l’attenzione della crypto community: il wallet della balena di Bitcoin risale ad un periodo, la fine del 2016 e l’inizio del 2017, nel quale Bitcoin veniva scambiato sotto 1.000 dollari. Dunque l’iniziale partecipazione dell’investitore, stimata in circa 3 milioni, è cresciuta al punto da raggiungere un’enorme fortuna, importante segnale di quello che può essere il potenziale a lungo termine di questo asset. A gennaio infatti Bitcoin ha toccato i 110.000 dollari, ovvero il suo massimo storico, per poi iniziare a scendere arrivando a 84.274 dollari. Anche per tale ragione nel corso dell’ultimo anno vari wallet da tempo inattivi hanno mostrato alcuni segnali di attività.