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La Crescita Di BTC Non Ha Nulla A Che Fare Col Conflitto

la crescita di btc - cryptorobin.it

La crescita di BTC non sembra essere legata all’andamento del conflitto tra Russia e Ucraina né al peso delle sanzioni economiche imposto alle banche russe.

All’inizio di questa settimana, il prezzo di Bitcoin è arrivato fino a quota 44.000 dollari. Molti analisti hanno associato questo comportamento della criptovaluta all’applicazione delle sanzioni nei confronti delle banche russe e il calo del valore del rublo.

Eppure, i nuovi dati raccolti dagli analisti come Chainalysis mostrano che l’attività legata agli scambi di criptovalute contro il rublo del 3 marzo è stata di 34,1 milioni di dollari. Cioè, circa il 50% in meno rispetto ai 70,1 milioni di appena una settimana prima.

Di fatto, rispetto al massimo storico registrato lo scorso maggio con punte di 158 milioni, il trading contro il rublo non ha fatto che diminuire.

I dati raccolti da Citigroup sono coerenti con questa analisi e mostrano pure che anche l’acquisto di Bitcoin in Russia si colloca in una media di 210 BTC al giorno, quindi l’impatto delle operazioni russe sul dato aggregato mondiale è minimo.

Invece, la crescita di BTC in quest’ultimo periodo potrebbe essere stata determinata dall’attività delle whale che hanno iniziato a muovere grosse quantità di Bitcoin in attesa dei nuovi movimenti di mercato, secondo quanto hanno riscontrato gli esperti di Citi, come Alexander Saunders.

Bitcoin, che durante tutta la settimana ha continuato a registrare crescite, ha perso il 5% nella giornata di oggi in seguito alle notizie del bombardamento russo alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa.

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